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Un occhio alla TV

Un occhio alla TV - Il medico comunica

Anche la TV può fornire interessanti contributi per approfondire i concetti e le tecniche di comunicazione

Che noi italiani importiamo dagli Stati Uniti mode e tendenze è un fatto arcinoto. Ed è altrettanto noto che la televisione è spesso il principale strumento che influenza la società.
Interessandomi da tempo di comunicazione, due serie di telefilm in particolare hanno attratto la mia attenzione:
  • Lie to me
  • The Mentalist
Entrambe possono essere definiti come facenti parte del filone “poliziesco”, nel senso che c’è un assassino da smascherare, un delitto da risolvere, un cattivo da riconoscere o incriminare o condannare.
Lie to me, con Tim Roth, è basato sulle tecniche di comunicazione di Paul Ekman, colui che ha scoperto le microespressioni.

The Mentalist è invece basato fondamentalmente sulle tecniche di
Programmazione Neuro Linguistica (PNL).
Le microespressioni sono un fondamentale passo avanti nella ricerca scientifica sulla comunicazione non verbale.
Infatti è ampiamente dimostrato che,
mentre buona parte della gestualità è influenzata dal luogo geografico, dalla cultura e dall’ambiente in cui una persona cresce o vive, le microespressioni sono univoche.
La PNL, a sua volta, è una scuola di studio della comunicazione, nata verso la fine degli anni ’60, che ha svolto e svolge un ruolo fondamentale nella conoscenza di se stessi e degli altri ed è alla base di molte tecniche di interazione interpersonale, sia di business (tecniche di vendita, di negoziazione) sia di sviluppo personale (counselling, coaching).
Dal punto di vista scientifico entrambe le serie di telefilm ha basi solide: ciò che mostrano è corretto, e quello che spiegano è ampiamente motivato.
La parte più romanzata e irreale di entrambe le serie è la figura del protagonista.
Il protagonista di Lie to me è disegnato come un esperto, un po’ pazzo, decisamente sociopatico e un po’ malato dal bisogno di controllo. La normalità della sua socia, quasi altrettanto esperta, viene motivata dal fatto che è una psicologa.
Il protagonista di The Mentalist è altrettanto pazzo, più mago che scienziato, anch’egli con qualche problema di rapporti umani.
Capisco le esigenze di scena e il bisogno di interessare il pubblico, ma posso assicuravi che per essere esperti di microespressioni o di PNL non è necessario essere pazzi, né maghi né sociopatici!
La mia opinione?
Guardateli e, se ne avete voglia, grattate la superficie e imparate quello che i due personaggi spiegano.