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Un occhio al WEB

Un occhio al WEB - Il medico comunica

Accusato o incensato, internet e salute è un binomio con cui dobbiamo convivere.

Da tempo guardo e leggo con interesse i forum e i blog che si occupano di salute, e vi riporto alcune osservazioni.

Alcuni dati abbastanza recenti indicano che 20 milioni di italiani utilizzano il web per la ricerca di informazioni sulla salute.

Considerando che l’Italia è un Paese dove l’utilizzo della tecnologia è mediamente inferiore, il numero di utenti è davvero sbalorditivo. Se poi consideriamo che alcuni (o molti) di questi fanno ricerche e domande per altri (i figli per i genitori, i genitori per i figli, l’utente esperto per l’amico), si ha un quadro quasi incredibile della situazione.

Non voglio, ora, mettermi ad esaminare se i siti sono attendibili, ma credo sia opportuno fare una considerazione.

  • La stragrande maggioranza degli utenti che pongono domande nei vari forum, blog o strumenti analoghi è andato dal medico.

Provate a navigare su un qualunque blog o forum legato alla salute e trovate un’altissima prevalenza di domande che sono conseguenza di una visita medica.

  • “il medico mi ha prescritto … Conoscete questo prodotto?”
  • “Soffro di …, ho dolori …, ho questi sintomi … Il medico mi ha detto … Vorrei sapere”

Sicuramente nel fatto di porre un quesito ad un “esperto” di un sito internet, nel veder apparire il proprio nome su un blog, entrano in gioco numerosi fattori (di cui parleremo prossimamente), ma la prima, doverosa, riflessione è che evidentemente ci sono difficoltà nella comunicazione tra il medico e il paziente.

Chi, meglio del medico di base che mi conosce può integrare la terapia nel mio quadro complessivo di salute? O chi, meglio dello specialista interpellato appositamente, può modularla specificatamente sulla mia patologia?

Potrei continuare a lungo, ma credo sia pleonastico.

Ciò che per prima cosa traspare da blog e forum è:

  • Approssimazione e timore del paziente nel far presente al medico il suo problema o scarsa attenzione da parte del medico sul problema del paziente
  • Scarsa attenzione da parte del paziente alle indicazioni terapeutiche o eccessiva approssimazione del medico nella prescrizione della terapia

Raramente viene messa in discussione la diagnosi, ma frequentemente vengono chiesti chiarimenti sulla diagnosi fatta dal medico. E ancor più frequentemente vengono posti quesiti “ a latere”: questa è la diagnosi, ma il dolore che provo è correlabile? Oppure “a fronte di questa diagnosi, posso fare la tal cosa o mangiare il tal alimento? O, ancora, mi è stato diagnosticato … dopo quanto tempo devo fare un controllo, un esame, sospendere la cura?

Raramente viene messa in discussione la terapia, ma spesso vengo chieste spiegazioni, rischi di effetti indesiderati, modalità di gestione nel quotidiano.

Io credo che poco importi se la “colpa” primaria sia del medico o del paziente, se l’origine del problema sia la disattenzione del medico o la trascuratezza del paziente, se sia il medico che non si è spiegato o il paziente che non ha chiesto.

Sono però sicura di due cose:

  • Queste situazioni sono all’origine di buona parte dei contenziosi che i pazienti aprono nei confronti del medico
  • In ogni caso, e in ogni situazione, è il medico colui che guida il processo e che, quindi, deve occuparsi e preoccuparsi non solo di fornire al paziente le informazioni utili, ma anche assicurarsi che siano state comprese.