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Sono il suo nuovo medico

Sono il suo nuovo medico - Il medico comunica

Prendo spunto da quanto sta accadendo ad un’amica per alcuni appunti e suggerimenti su cosa accade, e cosa fare, quando si subentra ad un medico di base che va in pensione

Il medico di base va in pensione? Era un fenomeno raro, ma la riforma Fornero ha (ovviamente) spinto anche alcuni irriducibili che avevano i requisiti ad andare in pensione, decidendo spesso all’ultimo momento.

Così si è creato un bel po’ di confusione: le strutture pubbliche non hanno avvertito i pazienti (molte ASL non avvertono mai: lo si scopre quando si va dal medico), e si sono precipitate a nominare nuovi medici che, in tempi davvero striminziti, si sono dovuti organizzare per gestire oltre mille pazienti.

E se il medico era lo stesso da oltre 30 anni, i nuovi medici hanno trovato dei bei problemi!

La prima difficoltà è spesso legata ad elementi di età e sesso: i medici che lasciano erano generalmente di età superiore a quella dei loro pazienti, o almeno abbastanza “adulti”. I medici che arrivano sono spesso giovani e comunque hanno quella patina di “nuovo” che genera, in molti pazienti abitudinari, un po’ di sospetto.

I medici pensionandi erano per la maggior parte uomini. E molti nuovi medici sono donne.

Affermare che la nostra Italia ha ancora infiniti pregiudizi verso le donne è una banalità, ma purtroppo è anche una realtà.

Ed ecco quindi che giovani donne di 30 anni, o poco più, si trovano improvvisamente a dover gestire pazienti abitudinari e diffidenti.

Che fare?

La risposta è ovvia, ma è la migliore risposta che possono offrire: dare e pretendere rispetto, e soprattutto non lasciarsi influenzare o scalfire da atteggiamenti diffidenti o sessisti, presunti o reali.

Inutile ingaggiare battaglie: i pregiudizi si risolvono da soli, in questi casi, mantenendo la mente serena e i nervi saldi. Ingaggiare discussioni, farsi venire le palpitazioni quando arriva il paziente difficile, peggiora inevitabilmente la situazione perché la fiducia nel medico deve crearsi, ed è la base fondamentale di una buona terapia.

Ci si ritroverà poi anche a dover combattere con abitudini consolidate di orari, modalità di visite e prescrizioni.

Ogni nuovo medico dovrà prendere le sue decisioni: copiare le abitudini del medico precedente, o crearne delle nuove, non è né meglio né peggio: ogni scelta ha dei pro e dei contro.

Una cosa è però essenziale: stabilire (prima di tutto con voi stessi) il principio che regole, responsabilità e decisioni sono vostro diritto e vostro dovere.

Fate in modo che le regole dello studio siano note a tutti i pazienti: una lettera affissa, consegnata, inviata e disponibile per tutti i pazienti è un inizio indispensabile.

Più complesso è modificare le abitudini terapeutiche: usate il buon senso! E se ritenete indispensabile cambiare una cura, fate in modo di creare un dialogo talmente valido con il paziente da convincerlo (le tecniche di comunicazione per farlo esistono: usatele!).

Ricordate, infine, che è impossibile piacere a tutti!

E tenetevi sempre a portata di mano l’elenco delle cose POSITIVE del vostro lavoro.