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Sommersi dal sapere

Sommersi dal sapere - Il medico comunica

Uno sguardo all’indietro, a prima di internet, per alcune riflessioni

Non c’erano internet, il web, i social. Trovare informazioni era quasi un’arte, che impegnava tempo e risorse, anche economiche, dei singoli individui e delle aziende.

In casa avevamo le enciclopedie, anche quella medica, dove cercare le prime informazioni.

Quelle scarse e scarne notizie che riuscivamo e reperire erano, quasi sempre, considerate attendibili: si trovavano sui libri. Certo, c’era pur sempre il passaparola, ma in linea di massima arrivava da persone conosciute e sapevamo se fidarci o no.

Poi è arrivato internet.

Ora siamo sommersi dalle informazioni e talvolta pensiamo che sia sapere.

Districarsi tra ciò che è attendibile e le bufale richiede molto più tempo di quando ne abbiamo speso per qualche scarna notizia anni fa.

Basta seguire con un po’ di spirito critico un argomento che ci sta a cuore, o che serve per motivi professionali, e facilmente troviamo un’informazione e il suo contrario.

Due le opzioni predilette: leggere solo le notizie che appoggiano le nostre convinzioni, rafforzandole costantemente, o andare a verificare con infinita pazienza.

La prima opzione è pericolosa, ma rassicurante, la seconda dispendiosa.

Così si fa avanti la terza ipotesi: credere a ciò che ci raccontano quelli di cui ci fidiamo, o l’esatto contrario di quello che dicono coloro che detestiamo.

Ed ecco che l’essere umano all’epoca del web è sempre più umano e in balìa delle sue emozioni.