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Quando ti passa la voglia

Quando ti passa la voglia - Il medico comunica

Esco, ma solo per un attimo, dall’ambito della comunicazione medico – paziente per mettere un piede nell’ambito della comunicazione al grande pubblico.

Nella comunicazione al pubblico entrano in gioco due meccanismi diversi: divulgare le informazioni e chiarire o spiegare precise situazioni. Considero queste situazioni profondamente diverse perché ne primo caso (divulgazione di notizie mediche) chi scrive ha l’obiettivo (e l’obbligo) di chiarezza e correttezza, ma non deve smontare false informazioni o combattere con i pregiudizi, come invece avviene nel secondo caso.

Divulgare non è facile e, a meno che non si desideri profondamente farlo e non se ne vogliano imparare i meccanismi, talvolta è meglio lasciarlo fare ai giornalisti scientifici. Tuttavia va rimarcato che negli ultimi anni sto assistendo, con grande gioia, al proliferare di libri di divulgazione scritti da medici in maniera eccellente. Chi desidera, li acquista, li legge, e ne trae, come me, gioia e conoscenza.

Ben diverso è il caso del medico che si ritrova a rispondere a precise domande o che, irritato da quanto legge sui social, desidera chiarire precise situazioni, basta pensare alle polemiche sui vaccini o agli allarmi sulla salute pubblica, infondati e ingiustificabili.

Chi desidera affrontare questo impervio cammino deve armarsi della pazienza di Giobbe e, se vuole ottenere il massimo risultato possibile, deve rassegnarsi a spiegare poco a poco, più volte, appellandosi alla logica, senza però invocare ripetutamente laurea e specializzazione. L’ignorante pomposo detesta sentirsi ignorante, reagisce con pregiudizi e insulti, diffidenza e cattiveria. E capisco perché sui social assistiamo a lunghe diatribe scientifiche tra persone che hanno poche e confuse idee sull’argomento di cui stanno parlando.