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Quando la salute non c’è

Quando la salute non c’è - Il medico comunica

La salute è un bene prezioso, ma che succede quando la salute non c’è?

Ci sono i salutisti, e quelli un po’ paranoici perla salute. Ci sono i distratti, i menefreghisti, quelli che, invece, si controllano regolarmente. Tutte persone fondamentalmente sane.

Poi ci sono milioni di malati. Sì, milioni. In Italia ogni anno vengono fatte circa un milione di diagnosi di tumore, e oltre il 50% sono vivi dopo cinque anni. Ci sono i diabetici, le persone con la sclerosi multipla, l’artrite in forma grave, i cardiopatici… Milioni di persone che, grazie agli enormi passi avanti negli strumenti di diagnosi e di terapia, vivono quasi normalmente anche se hanno una malattia.

Infine ricordiamo chi, per un qualunque motivo, ha subito menomazioni fisiche.

Basandoci sulla definizione di salute data dall’OMS nel 1948, che dichiarava la salute come “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia” il numero dei malati ha probabilmente superato quello dei sani, al punto che la stessa OMS ha rivisto la definizione e ora propone (non so se sia già in vigore) che la salute sia definibile come “la capacità di adattamento e di auto gestirsi di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive”.

Credo che questa nuova versione corrisponda molto di più alla realtà e alle esigenze di oggi.

E poi c’è una considerazione importante: non è raro che la mancanza di salute porti agli estremi i comportamenti umani. Qualcuno diventa profondamente infelice, altri trovano in loro stessi risorse inattese e imparano ad essere felici.

Forse dobbiamo imparare, tutti, a considerare felicità e qualità di vita almeno altrettanto importanti dei valori di glicemia e colesterolo. Credo sia la sfida, anche della medicina, più importante da vincere.