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La mancanza di pensiero sistemico nel sistema sanitario italiano

La mancanza di pensiero sistemico nel sistema sanitario italiano - Il medico comunica

Pensare in maniera sistemica significa riconoscere le connessioni tra le cose, guardare l’insieme e il particolare, pensare alle conseguenze

Eccomi, ancora una volta, a contestare alcune disposizioni del nostro sistema sanitario.

Innanzi tutto contesto la mancanza di buon senso.

Sono andata a fare gli esami, prescritti alcuni mesi fa all’ultimo controllo, prima che entrassero in vigore in Regione Lombardia le ultime disposizioni. Solo per questo hanno accettato la richiesta che altrimenti sarebbe stata respinta e avrei dovuto pagare gli esami. Il motivo? Non era segnalata la diagnosi. Ma, secondo voi, per quale diagnosi uno specialista oncologo avrebbe potuto prescrivere degli esami ad una paziente che risulta esente per l’articolo 048? E poi l’esenzione stessa esplicita la diagnosi: con il codice 048 ci si riferisce, e cito testualmente dal sito del Ministero della salute, a “le prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio delle patologie di cui sono affetti e delle loro complicanze, per la riabilitazione e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti”.

E poi contesto la mancanza di visione sistemica.

Certamente non approvo la medicina difensiva, frutto di sfiducia del paziente verso il medico, mancanza di dialogo tra medico e paziente, difficoltà del medico a svolgere adeguatamente la propria professione. Eppure le misure adottate non mi sembrano adeguate, quanto piuttosto frutto di reazioni immediate e prive di riflessioni.

Qualcuno ha calcolato i costi delle giornate perse dai pazienti per seguire i complicati iter burocratici?

Qualcuno ha calcolato i costi della collettività per l’insorgere di un tumore diagnosticato in ritardo perché non sono stati fatti alcuni esami o accertamenti? Qualcuno ha paragonato questi costi rispetto a quelli di un esame definito inutile?

La sanità è la maggiore voce di spesa per qualunque Stato nei Paesi occidentali. Invece di provvedimenti reattivi, e un po’ azzardati, meriterebbe forse un approccio sistemico, magari con un’analisi a livello europeo, che permettesse una valutazione di provvedimenti validi per alcuni anni. L’età media aumenta, fortunatamente. Per molte patologie è nota l’incidenza e ne sono conosciuti i trend. Esistono anche studi che valutano i costi sociali di giornate di lavoro perse, impatti psicologici, perdita di potenziale produttivo.

Se non impariamo a valutare tutto ciò, e ad affrontarlo adeguatamente, siamo inesorabilmente destinati ad abbandonare, nel giro di pochi anni, gli obiettivi di salute pubblica propri di ciò che viene definito un Paese civile ad economia avanzata.