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La fine del lavoro

La fine del lavoro - Il medico comunica
Jeremy Rifkin - La fine del lavoro – ristampa 2005 Feltrinelli ed
Le regole sono fatte per essere infrante! E questo vale anche per le regole che noi stessi fissiamo. La regola che mi ero data per questa sezione del sito era quella di alternare le informazioni su libri di comunicazione con suggerimenti su articoli, possibilmente internazionali, sulla comunicazione medico – paziente.
Eppure oggi contravvengo alla mia stessa regola per segnalarvi un libro importante: La fine del lavoro, di Jeremy Rifkin.
I motivi per cui lo faccio sono molteplici, e almeno alcune voglio raccontarvele:
  • il mondo, e l’Italia in particolare, stanno attraversando una profonda crisi economica. Ma, secondo me, e non solo secondo me, si tratta soprattutto di crisi strutturale. L’economia e la società, così come l’abbiamo conosciuta negli ultimi 60 anni, sta cambiando, rapidamente e inevitabilmente.
  • ciò che sta accadendo in Italia, dal punto di vista politico, sociale ed ambientale (pochi minuti fa guardavo la le alluvioni in Liguria) rendono obbligatorio a tutti noi di dedicare più tempo e più attenzioni alla società: fare bene e con coscienza il proprio lavoro è indispensabile, ma probabilmente non basta più
Questo libro di Rifkin, scritto nel 1995 e pubblicato in Italia per la prima volta alla fine degli anni ’90, descrive perfettamente, con una precisione ed una chiarezza impressionante, ciò che sta accadendo, e che ora è ben visibile.
Quando l’ho letto per la prima volta era, appunto, la fine degli anni ’90, e da dirigente di una multinazionale farmaceutica partecipavo ad alcuni progetti di ristrutturazione aziendale. Ciò che raccontava Rifkin corrispondeva perfettamente con ciò che vedevo attorno a me.
Ho letto tutto il libro, aiutata da alcuni barattoli di Nutella (credetemi: era necessaria!). Pur impressionata dalla chiarezza con cui descriveva la situazione, continuavo (con inguaribile e mal riposto ottimismo) a pensare che le previsioni di Rifkin non si sarebbero realizzate fino in fondo.
I governanti si accorgeranno di cosa sta succedendo! Leggeranno il libro di Rifkin! Porranno rimedio e freno alle peggiori catastrofi!
Eppure la storia insegna che nei momenti di vera crisi e vero cambiamento i governanti diventano semplicemente potenti, e il loro potere li acceca come e più del più povero i impotente dei cittadini.
Riletto oggi (magari con l’aiuto di superalcolici), La fine del lavoro chiarisce molti meccanismi, risponde a molti perché.
Rifkin è comunque andato avanti, e pochi anni fa ha pubblicato altri libri, tra cui uno che mi sembra essere altrettanto importante: La civiltà dell’empatia. Lo sto leggendo. Parla del passato e del futuro. E questa volta apre cuore e mente alla speranza, anche senza Nutella o wisky: ve ne parlerò la prossima volta.