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Imparare a visualizzare Esercizio

Imparare a visualizzare Esercizio - Il medico comunica

Questa volta non faremo un vero e proprio esercizio, ma un passo preliminare utile sia di per sé sia come strumento base per moltissimi esercizi.

Le tecniche di visualizzazione sono infatti utilizzate da moltissime “scuole” diverse come elemento fondamentale per gestire lo stress, creare ancore, fare esercizi specifici. Anche in questo sito potete trovare alcune meditazioni guidate basate sulla visualizzazione. Ora, però, andiamo alle origini. Visualizzare significa, anche se è una definizione un po’ approssimativa, costruire immagini mentali. Lo facciamo regolarmente, essendo sia la tecnica a cui il cervello ricorre per memorizzare sia quella che usiamo per richiamare alla mente ricordi. È quindi un processo spontaneo.

Ora lo rendiamo cosciente creando un’immagine mentale di un luogo: il posto più bello e rasserenante che potete immaginare.

Mettetevi comodi, chiudete gli occhi e scegliete, consapevolmente, un luogo che amate. Può essere una spiaggia, una località montana, ma anche il salotto di casa. L’unica caratteristica che deve avere è quella di farvi sentire bene, protetti, sereni. È un luogo “vostro”: gli altri potranno apparire nella vostra immagine solo se lo desiderate e solo dopo avervi chiesto il permesso.

Potete anche rifiutare la prima immagine che vi viene alla mente, e crearvene un’altra.

Arricchite poi la vostra immagine con infiniti particolari, osservate e modulate i colori, se volete aggiungete suoni e odori. Ricordate che tutto è possibile, così potrete anche porre la vostra poltrona preferita in cima al Monte Bianco e garantirvi una temperatura costante di 21°.

Createvi l’immagine del luogo perfetto, e sempre perfettibile.

Questa immagine, e successivi miglioramenti, possono diventare un luogo virtuale dove rifugiarvi in caso di stress, dove rilassarvi per qualche minuto, dove superare momenti di ansia.

Per me è stato il rifugio che ha reso tollerabili i venti minuti della risonanza magnetica, durante i quali, per non soccombere all’attacco di claustrofobia, ho modificato il giardino della mia casa di campagna, che per ora è totalmente virtuale.