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Giusto o sbagliato?

Giusto o sbagliato? - Il medico comunica

Continua la mia personale battaglia contro la dicotomia giusto – sbagliato

Una delle domande che mi vengono rivolte più frequentemente quando tengo corsi in aula è “se faccio così, è giusto?

Non importa quale sia l’argomento del corso: comunicazione per insegnanti, benessere e gestione dello stress o relazione medico – paziente. La domanda “è giusto?” mi perseguita.

Ovviamente si sottintende che l’alternativa al giusto è sbagliato. Dietro la domanda c’è un intero mondo: dubbi, bisogno di conferme, paure, desiderio di apprendere, voglia di chiarezza, …

Da bambini siamo, mentalmente e psicologicamente, individui totipotenti: tutto è possibile, lecito, credibile e verosimile. Abbiamo quindi bisogno di certezze, di una guida. il binario di giusto – sbagliato è estremamente utile ai bambini: fissa i limiti, delimita il mondo, descrive l’ambiente, crea convinzioni, sicurezze, valori, e contribuisce a creare l’identità stessa del bambino. Deve, certo, essere un binario costruttivo e coerente, ma serve.

Da adulti siamo incredibilmente infarciti di “posso, devo, non posso, non devo” di binari rigidi, di convinzioni limitanti, di esperienze, positive o negative, che spesso costituiscono bagagli pesantissimi che impediscono di trovare pensieri o soluzioni creative e innovative.

Il binomio, la dicotomia, giusto – sbagliato diventa quindi una catena, una rigida gabbia.

Da adulti abbiamo bisogno di ampliare le nostre possibilità, le soluzioni realizzabili, sviluppare la creatività. Ci serve la libertà. Ci serve quindi ragionare in termini di utile – inutile o, ancor meglio, utile o disutile, pensando al risultato che vogliamo raggiungere, o riflettere in termini di giusto (equo) o ingiusto, rispettando i nostri valori o, ancora, etico, ecostenibile, … pensando in termini di vision.

Soprattutto in momenti di crisi, personale o della società, e in epoche di cambiamenti, personali e sociali, è opportuno aprire le gabbie di cui solo noi abbiamo le chiavi e andare verso la totale libertà di pensiero.

Non mi importa, quindi, se ciò che affermo è giusto o sbagliato, ma so, anche per esperienza personale, che togliersi da questa dicotomia è utile alla nostra qualità di vita e al nostro benessere.