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Educare e proibire

Educare e proibire - Il medico comunica

Chiunque si occupi di educazione sa che il troppo lassismo e l’eccesso di rigore producono lo stesso effetto: non servono. Ma forse la notizia non è ancora giunta nelle stanze del potere politico italiano.

Nessuno può accusarmi di essere a favore della medicina difensiva, di cui ho già parlato diverse volte in questo sito

Ma se qualcuno ritiene, come sembra pensare il nostro Ministro, che tagliare oltre due miliardi dal bilancio del sistema sanitario o penalizzare economicamente i medici che prescrivono esami inutili sia un modo per combattere la medicina difensiva … scusate, ma dovrebbe anche dirmi cosa si è fumata quando ha avuto questa bella idea.

Tanto per cominciare la definizione di “esami inutili” è quanto di più fumoso e stravagante si possa pensare, e spero che per valutare quali esami sono inutili non si ritenga necessario mettere in piedi qualche bella commissione ben pagata, che ovviamente costa più di qualunque massa di esami.

Certo, scriveranno un bel protocollo stilando tante belle regole che non terranno in alcun conto le realtà dei pazienti, la personalizzazione delle terapie, il dovere di prestare attenzione all’individuo.

Ovvio: ci sono parecchi sprechi nella sanità. E la prima, e più importante fonte di spreco è la regionalizzazione. Ma oggi parliamo d’altro.

Due fatti sono stati ampiamente dimostrati negli ultimi anni, tanto da costituire un’assoluta certezza:

  • un ottimo dialogo medico – paziente ha effetti benefici sulla salute, oltre a rendere più incisiva l’anamnesi, più precise le diagnosi e più efficaci le terapie
  • un premio per un comportamento corretto è estremamente più efficace di mille rimproveri per comportamenti scorretti.

Sarebbe dunque molto più efficace educare il medico alla comunicazione medico – paziente.

Sarebbe molto più efficiente premiare il medico che non prescrive esami inutili, sempre che sia possibile determinare quali sono.

Se proprio il nostro ministro vuole assumere atteggiamenti da maestrina sarebbe opportuno che, almeno, si aggiornasse sulle tecniche di didattica!