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Cosa vuol dire “giudicare”?

Cosa vuol dire “giudicare”? - Il medico comunica

Non giudicare se non vuoi essere giudicato

Chiunque di noi abbia avuto un’educazione cattolica ha sentito infinite volte questa frase: Non giudicare, se non vuoi essere giudicato.

Eppure la nostra vita è costruita attorno al giudizio, nostro e altrui: la scuola, il lavoro, la famiglia, le amicizie, … tutto è, o può essere giudizio. Forse. Parliamo di feedback come alternativa valida al giudizio, ci sono giudizi che accettiamo, altri che cerchiamo, e altri ancora che respingiamo con forza.

Ma, accettiamolo, è estremamente difficile dare una definizione di “giudizio”.

Certo, il pettegolezzo cattivo è giudizio. Però in genere riusciamo più facilmente a distinguere come giudizio le valutazioni negative, mentre accettiamo quelle positive, anche se sono giudizi.

Esiste un modo per capire se una frase, una valutazione, sono un giudizio, indipendentemente dal fatto che siano positive o negative?

Io ho una mia teoria, che finora si è dimostrata valida.

Il giudizio è, secondo me, composto da due diversi passaggi, in sequenza.

  • Il primo passo è l’interpretazione di ciò che l’altro fa in base alla propria mappa del mondo. Quindi se, ad esempio, io sono solita alzarmi alle 6 del mattino per andare a lavorare, interpreto che tutti coloro che si alzino alle 6 del mattino lo facciano per andare a lavorare.

È un esempio volutamente banale, ma credo renda l’idea: invece di capire cosa spinge qualcuno a fare una determinata azione, definisco con certezza il perché lo fa in base alla mia mappa del mondo.

E fin qui si tratta di un’imprecisione, di una mancanza di comprensione, di vedute ristrette, ma non ancora di un giudizio.

  • Secondo me diventa invece, inesorabilmente, giudizio, indipendentemente dal fatto che risulti poi positivo o negativo, quando aggiungo una valutazione in termini di giusto o sbagliato.

E allora, per continuare l’esempio di prima, potrei dire a qualcuno “certo che sei bravo ad alzarti così presto per andare a lavorare”.

E questo è un giudizio.

Giudizio è quindi, almeno per me, la combinazione di una lettura delle azioni dell’altro in base alla mia mappa del mondo sommata ad un’interpretazione in chiave di “giusto o sbagliato”.

Perché il contrario di giusto dovrebbe essere ingiusto, non sbagliato!