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Chiedi supporto al tuo inconscio – parte 2°

Chiedi supporto al tuo inconscio – parte 2° - Il medico comunica

Ecco la seconda parte dell'esercizio

Avete definito i vostri obiettivi? Ricordate che ciascuno deve essere

  • Specifico
  • Misurabile
  • Attraente
  • Ragionevole
  • Temporizzato

Eventualmente controllate nell’esercizio precedente prima di andare oltre. Ed eccoci alla seconda puntata. Finora abbiamo coinvolto totalmente la nostra parte conscia, il nostro emisfero razionale. Il nostro inconscio è stato informato correttamente dell’obiettivo, ma non ancora pienamente coinvolto. Perché affermo che “è stato informato correttamente dell’obiettivo”? Avremmo potuto passargli informazioni errate? Certo che sì, e lo facciamo spesso. Torniamo all’esempio della dieta usato nell’esercizio precedente. Spesso diciamo “da lunedì mi metto a dieta”, al punto che questa frase è diventata quasi una battuta poiché, ovviamente, si tratta sempre di un prossimo lunedì, che non arriva mai. Ogni volta che usiamo il verbo al futuro per designare un obiettivo siamo esattamente in questa situazione. Un’altra formulazione controproducente, anch’essa frequente, è l’uso della negazione: “io non mi arrabbio” è un obiettivo destinato a non realizzarsi mai poiché l’inconscio elabora le informazioni talmente in fretta da perdere quel “non”, quindi gli obiettivi che giungono all’inconscio sono solo in positivo. Il nostro emisfero emotivo comprende “io mi arrabbio”! Un altro elemento importante è la precisione della formulazione. Come dice spesso uno dei miei mentori: il nostro angelo custode ha molta buona volontà, ma è un po’ tonto e disattento. Così se ci teniamo sul vago: “io dimagrisco” potremmo facilmente attivare qualche sistema inconscio che ci scatena una feroce influenza. È sempre dimagrimento, ma potrebbe procurare danni! Sognare vagamente un’auto nuova rischia di farci passare da una fantastica Audi A4 ad una meno fantastica 500. Ancora, però, l’inconscio non è stato davvero coinvolto. Per attivare, rendere pienamente partecipe anche il nostro emisfero irrazionale al raggiungimento dell’obiettivo dobbiamo usare il suo linguaggio, quello che usa e comprende: il linguaggio dei sensi. Già, il nostro inconscio parla per immagini (vista), suoni (udito) e sensazioni, sia tattili che emozionali. Quindi per coinvolgerlo nell’obiettivo della dieta dobbiamo comunicargli il punto di arrivo usando il suo linguaggio. Così possiamo aggiungere una visualizzazione della bilancia che segna i fatidici cinque chili in meno, magari accompagnata dal suono della marcia trionfale dell’Aida. Oppure trasmettergli la sensazione tattile di quella maniglia dell’amore che è nettamente diminuita, o quella sensazione emotiva del sentirsi più leggeri, o terribilmente attraenti. Liberate la fantasia!