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Chiedi supporto al tuo inconscio - Parte 1°

Chiedi supporto al tuo inconscio - Parte 1° - Il medico comunica

Quante volte avete letto della legge di attrazione, o del pensiero positivo, o ancora che basta desiderare fortemente qualcosa per ottenerla?

 

Legge di attrazione, pensiero positivo, ... Sì, è tutto realmente possibile. Eppure ci sono alcuni elementi che vengono citati raramente, e che sono fondamentali.

Nessun dubbio che abbiamo una parte conscia, razionale, e una parte inconscia. A ciò corrispondono i due emisferi cerebrali e sono ormai tantissimi gli studi che dimostrano come la sincronicità e la cooperazione tra i due emisferi abbia un ruolo nel benessere di ciascuno.

Cominciamo a sapere parecchio sul funzionamento del cervello, eppure talvolta dimentichiamo elementi basilari.

Il linguaggio, e le relative sfumature, fa parte dell’emisfero razionale, logico: pensa attraverso le parole, è lento nell’elaborare i dati, ed è governato dalla volontà. Poi c’è l’altra parte, quella dell’inconscio, rapidissimo nell’elaborazione dei dati, governato dall’istinto. Qui le parole contano poco o, per essere più precisi, vale quello che le parole riescono a trasmettere in termini di sensazioni.

Per intenderci, è quella parte del cervello dei vostri pazienti che rendete partecipi della terapia, artefici della compliance, governatore dell’effetto placebo, quando usate le metafore o il linguaggio del Milton model: i risultati che si possono ottenere sono straordinari. Ci sono quindi alcune regole da usare quando parliamo all’inconscio, che valgono anche quando ci poniamo degli obiettivi o esprimiamo dei desideri (sui desideri c’è molto da dire, e molto da lavorare: lo vedremo anche in prossimi esercizi)

Capita spesso che ci si ponga un obiettivo e poi … ci sabotiamo da soli. eppure sappiamo di avere la volontà e le capacità per raggiungerlo. Una delle cause principali è che nel formulare l’obiettivo ci eravamo “dimenticati” di coinvolgere il nostro inconscio, di renderlo pienamente partecipe. Come fare, quindi?

Cominciamo formulando correttamente l’obiettivo in maniera razionale, usando i criteri del coaching. Poi, nel prossimo esercizio, vedremo come coinvolgere anche l’altro emisfero cerebrale. Per facilitare la memorizzazione della tecnica si dice che un obiettivo deve essere formulato in maniera SMART:

  • Specifico
  • Misurabile 
  • Attraente
  • Ragionevole
  • Temporizzato

Specifico Deve riguardare un solo aspetto o parametro ben definito Misurabile Deve contenere un valore o un elemento misurabile talvolta anche o solo soggettivamente Attraente Deve piacere e coinvolgere chi lo esprime e, possibilmente, anche a chi collabora al suo raggiungimento Ragionevole Ragionevole e raggiungibile. Porsi obiettivi impossibili rispetto alla proprie risorse o condizioni di partenza equivale a non porsene affatto o a percorrere una strada lastricata di afflizione e frustrazione. Piuttosto, strada facendo, se si valuta che c’è altro spazio di manovra o che i risultati si stanno manifestando più velocemente del previsto, si può alzare l’asticella e rideterminarne l’obiettivo per renderlo più sfidante Temporizzato Deve indicare una data entro cui raggiungere l’obiettivo

Ma un obiettivo deve anche essere affermativo o formulato al tempo presente, ecologico e responsabilizzante. Affermativo Espresso in indicativo presente Ecologico Non deve danneggiare altre persone né altri aspetti della vita Responsabilizzante Espresso in prima persona, deve riguardare solo ed esclusivamente la persona stessa e la sua sfera di potere personale

Ecco quindi che la fatidica dieta può essere razionalmente sostenuta dall’affermazione: Io perdo 5 chili entro le prossime 6 settimane. A voi, ora, stabilire i vostri obiettivi.