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Che terapeuta sei?

Che terapeuta sei? - Il medico comunica

Affrontare una malattia grave significa, per il paziente, gestire un’esperienza difficile, fare un viaggio dell’eroe. Ma anche chi aiuta ne compie uno

Il viaggio dell’eroe è uno strumento di crescita personale e di gestione di esperienze difficili. Disegna, attraverso archetipi, il percorso che ciascuno compie nella vita o nei confronti di qualcosa di importante, incisivo, significativo. Con un po’ di informazioni e consapevolezza possiamo leggere il viaggio dell’eroe e l’archetipo in cui siamo in un determinato periodo della nostra vita o nei confronti di una specifica situazione.

Io parlo spesso del viaggio dell’eroe, la cui conoscenza in termini di percorso di consapevolezza mi ha cambiato la vita e, in particolare, mi ha aiutato a gestire una malattia grave. Potete trovare diverse informazioni sul viaggio che compie, o può compiere, il paziente nel mio libro L’eroe e il paziente.

Ma anche chi, come lavoro, ha scelto di operare in ambito sanitario, a stretto contatto con i pazienti, compie un viaggio dell’eroe il cui percorso è finalizzato al modo in cui affronta il binomio malattia-paziente e ciascun terapeuta può riconoscersi in uno specifico archetipo, compiendo il viaggio fino in fondo o rimanendo bloccato anche per molti anni nei comportamenti di uno specifico archetipo.

Tu che terapeuta sei?

Il martire, che si dedica alla cura della persona più che della malattia, che è sempre disponibile e pronto a sacrificarsi. Il martire è amato dai pazienti, che si sentono rassicurati dalla sua attenzione e disponibilità, e amato dai colleghi, che spesso lo sfruttano, e proprio per questo è fortemente a rischio di burnout.

Il viandante, un solitario che si sente a suo agio più in biblioteca o in un centro di ricerca che a contatto con i pazienti. Il viandante non ama i protocolli ufficiali ed è geniale nel trovare soluzioni sperimentali o innovative. La sua visione ampia gli dà molti vantaggi nella gestione della malattia, ma scarsa attenzione all’aspetto umano del paziente.

Il guerriero, un combattente, che considera la lotta contro la malattia come una guerra spietata che deve vincere, a qualunque costo. Il guerriero presta scarsa attenzione agli effetti collaterali, ama le sfide, i casi complicati, però ha scarsissima pazienza per i problemi del paziente, per le sue paure: la sua guerra è con la malattia e il fatto che questa sia in un essere umano può essere una seccatura.

Il Mago è il dr. House dei famosi telefilm. È potente, famoso, attento al successo e al suo successo. I pazienti vengono da lontano per avere un suo parere, un suo suggerimento.

E poi c’è il terapeuta che ha completato, almeno una volta, il viaggio dell’eroe. Lungo il cammino ha abbandonato ogni forma di potere e arroganza conquistando mano a mano le capacità e le competenze specifiche di ogni archetipo. Sa essere presente come il Martire, ma sa anche proteggere e dosare il suo tempo e le sue energie. Come il Viandante sa cercare, sa stare da solo, sa avere una visione ampia ed è in costante aggiornamento, ma sa anche condividere e appartenere al suo team e ai suoi pazienti. Come il Guerriero sa condurre la lotta alla malattia, ma sa anche trovare l’equilibrio tra forza e dolcezza. Come il Mago sa trovare soluzioni innovative e percorsi nuovi, ma non è il potere quello che cerca. Per giungere a questo livello ha studiato, amato e sofferto, conosce se stesso e sa trasmettere amore e fiducia.

E tu, che terapeuta sei?

Per saperne di più, leggi L’eroe e il paziente. Puoi acquistarlo in versione cartacea e in versione ebook seguendo i link, sui principali store o ordinandolo in alcune librerie