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Buongiorno, signor Rossi. Come sta?

Buongiorno, signor Rossi. Come sta? - Il medico comunica

Con questa frase, o una molto simile, iniziano innumerevoli visite mediche.

Sono parole di avvio, di buona educazione, a cui il paziente risponde con più o meno dovizia di dettagli e descrizioni.

Se la visita è indotta da qualche problema, questo viene raccontato, spiegato. Se, invece, è una visita di controllo la risposta del paziente è probabilmente più breve, ma sempre estremamente soggettiva.

Ne segue una verifica di eventuali esami, una serie di domande a scopo anamnestico e una visita vera e propria.

Dopo tutto ciò, che dura un tempo più o meno lungo, il medico ha una sua idea di come sta il paziente: chiede esami, se necessari, indica una terapia, suggerisce forse comportamenti.

E spesso tutto è concluso.

Eppure troppo spesso manca un passaggio importante. Al termine di una visita il medico ha saputo dal paziente come si sente e ha potuto constatare come sta: dovrebbe dirglielo.

Comunicare al paziente che l’ha trovato bene, nonostante la bronchite che lo ha indotto a farsi visitare, rappresenta una specie di chiusura del cerchio della comunicazione tra medico e paziente e genera fiducia e relazione molto più che una banale frase tipo “ecco la ricetta: due pastiglie al giorno per una settimana. Arrivederci!”

Tale comunicazione circolare è utile al paziente: “Ho la bronchite, ho la cura, il medico mi ha comunque trovato bene” induce a differenziare il male, momentaneo, dallo stato di salute, ed è utile al medico che rafforza la sua referenzialità.